SYNODUS SANGUINIS·SYNODUS SANGUINIS·SYNODUS SANGUINIS· 
Emblema del Synodus Sanguinis
SYSA // GLI ORDINI
I tre Ordini del Synodus
Dicastero del Mondo di Tenebra Ordine dei Rituali
Congerie dell'Ordàlia Ordine Inquisitorio
Priorato della Croce d'Abisso Diplomazia e spionaggio
SYSA // LE SEI LINEE DI SANGUE
Linea di sangue · Retaggio · Dominio
Lasuerte
Fondatore Figli di Amalthea Epiclesi La Corona di Porpora
Creatori di re, non servi del trono.
SYSA // LE TRADIZIONI DEL SYNODUS SANGUINIS
Nascita · Sangue · Nutrimento
Il Sangue
SYSA // LA PROFEZIA DEL TOMO DELLE LAME
Synodus Sanguinis · Oraculum Velatum

La Profezia del Tomo delle Lame

Delle Ultime Notti e dei cinque giorni della rovina

Sin dalle prime notti, quelle che ora sono soltanto leggende raccontate dai Sire per intimidire i Neonati, si narra che, quando l'ultimo sostenitore della Conformità, del timore reverenziale per gli Antichi e delle Consuetudini si estinguerà, la piramide immortale si frantumerà e l'Arazzo, privo dei suoi fili, non esisterà più. Allora gli ultimi Sigilli dell'Abisso si apriranno e inghiottiranno la Stirpe maledetta dal Sangue di Veddharta.

Quando i deliri degli Istrioni saranno reali,
l'arazzo del Mondo di Tenebra vedrà disgregata la sua trama.
Uno solo il filo avanzato, uno solo il Sangue incolume.
Ecco, allora saprai che l'Apocalisse incombe su di te e queste saranno chiamate le Ultime Notti.

Dies Primus · Resurrectio Patrum

I nostri Padri risorgeranno dalla Vera Morte e romperanno il loro silenzio:
si nutriranno di memorie e ci giudicheranno tutti.
I sei sigilli saranno infranti ed i Veddhartiti tremeranno:
questo avverrà nel Primo Giorno: la Resurrezione dei Padri.

Dies Secundus · Ruina Triadis

I tre Guardiani disobbediranno al loro digiuno e le chiavi si spezzeranno.
La Pietra tornerà vivente ed i Cancelli si apriranno:
cose immonde infetteranno i figli iniqui e saprai che l'Abisso si è, infine, spalancato.
Il Sangue degli inetti sarà come acqua e l'Ombra si farà potente.
Un trono bianco apparirà come un incubo nel Mondo.
Questo nel Secondo giorno: il Crollo della Triade.

Dies Tertius · Excitatio Rilucentis

Immani fulmini partoriranno incendi,
corvi avvelenati solcheranno le nubi del Buio-Senza-Confine,
la Prima ritornerà, siederà sul suo podio d'avorio e chiamerà a sé chi di noi sarà rimasto.
Ella pronuncerà i nomi di coloro i quali dovranno nuovamente bere dal suo Calice di Rabbia.
Questo sarà conosciuto come il Terzo giorno: il risveglio della Rilucente.

Dies Quartus · Ultimum Crepusculum

I potenti saranno come schiavi, i puri resi immondi.
La Signora ergerà un Impero di Sangue e governerà con ferrei artigli.
Lei porrà in catene gli ultimi sopravvissuti.
Nel Quarto Giorno calerà il silenzio su tutte le cose immortali.
Il Quarto giorno: l'Ultimo Crepuscolo.

Dies Quintus · Ruina Omnium

I Venerati Padri, Santi efori di una razza ormai perita,
si ribelleranno alla loro stessa madre e vi sarà battaglia:
La Luna si vestirà di Sangue e si distenderà un Sole Nero,
il Velo si squarcerà e l'Acciaio griderà nella sua tempra.
La Bestia si solleverà e ognuno accoglierà, nel Quinto Giorno, la propria rovina.

Finis scripturae · Initium ultimae noctis
SS — DICASTERO · MEMORIA E PROFEZIA

Dicastero del Mondo di Tenebra

SS — ATTO I · LA COMPAGINE

Sapienza, rito e vigilanza

Il Dicastero del Mondo di Tenebra riunisce una compagine di sapienti, spesso appartenenti a ordini magici o mistici, ma non necessariamente vincolati a essi. I suoi membri studiano, tramandano e officiano nelle Notti Odierne gli Antichi Rituali del Synodus Sanguinis.

Alla custodia del rito si affianca un secondo mandato: vigilare sugli accadimenti capaci di scuotere le colonne del Mondo di Tenebra, riconoscendo nei mutamenti del presente ciò che potrebbe annunciare il ritorno di forze più antiche.

«E così ricopro la mia nuda perfidia con antiche espressioni a me estranee, rubate ai sacri testi, e sembro un santo quando faccio la parte del diavolo.»
William Shakespeare · Riccardo III
SS — ATTO II · IL PASSATO

Il culto della Memoria

Nessuna schiatta quanto quella dei Fratelli può vantare una venerazione tanto profonda per il Passato e per la Memoria. L'aspirazione a una mitologica Età dell'Oro, o almeno alla conservazione dello status quo, nasce da una realtà che gli uomini possono soltanto immaginare: alcuni Congiunti attivi nelle Notti Odierne hanno realmente vissuto le Ere tramandate dai manoscritti.

Sono proprio costoro a opporsi, talvolta con ostinazione, al progresso e alla modernizzazione degli usi e dei costumi, tentando di preservare miti, cerimonie e tradizioni che il tempo vorrebbe consumare.

Nel Dicastero confluiscono anime differenti: studiosi dell'occulto, storici e Immortali ancora giovani, attratti dalla possibilità di costruirsi un nome e acquisire esperienza sotto l'aura di rispetto che circonda i custodi dei rituali.

SS — ATTO III · LE DUE ANIME

Rito e destino

La Memoria

Sotto l'egida del Ministro, una parte dell'Ordine riscopre, studia e celebra i rituali del Clan, restituendo vita e significato a tradizioni ormai morte o dimenticate.

La Profezia

L'altra osserva ciò che accade sulla Scacchiera Immortale, interpreta le Trame del Destino e tenta di riconoscere i segni della Fine, affinché l'Apocalisse Vampirica non sorprenda il Synodus impreparato.

Per la delicatezza di tali compiti, l'accesso avviene per scelta diretta o candidatura spontanea ed è riservato ai Fratelli che abbiano raggiunto almeno l'anzianità di Alfiere.

SS — ATTO IV · LA GERARCHIA

Il Ministro del Mondo di Tenebra

La gerarchia statutaria del Dicastero è essenziale: al vertice opera il Ministro, responsabile dell'Ordine; sotto di lui agiscono, come ruoli parigrado distinti per mandato, il Tessitore dell'Arazzo e il Littore della Scacchiera.

Il Ministro può essere convocato dal Gòlgota quale Consigliere, con diritto di introdurre argomenti nell'ordine del giorno e con il peso di voto attribuito alla carica. Coordina le due anime dell'Ordine: la custodia dei rituali e l'osservazione delle Trame del Destino.

Se il Gòlgota incarna il potere temporale della Società, il Dicastero ne custodisce la voce spirituale, la Memoria e il timore dell'Apocalisse Vampirica.

SS — ATTO V · GLI UFFICI

Tessitore e Littore

Tessitore dell'Arazzo

Studia il Presente alla luce delle profezie, osserva i movimenti della Scacchiera del Mondo di Tenebra e ricerca i segni del possibile risveglio degli Antichi. Informa il Ministro e tenta di volgere le Trame del Destino in favore della Società dei Fratelli.

Littore della Scacchiera

Studia il Passato e gli antichi manoscritti, riscopre e celebra i rituali del Clan, rinnova le cerimonie senza tradirne il significato e organizza le festività più solenni del Synodus Sanguinis.

SS — ATTO I · LA CORONA

Congerie dell'Ordàlia

Un'invocazione alla Corona apre simbolicamente la dottrina della Congerie: vittoria, gloria e lunga sovranità dei Cinque. Motivo ispiratore · God Save the Queen

La Congerie dell'Ordàlia è un Ordine inquisitorio ed elitario posto alle dirette dipendenze del Gòlgota. Vi accedono, su candidatura spontanea ma per esclusiva decisione dei Reggenti, coloro ai quali vengono affidati la punizione dei rei e il compito di vegliare sui Cinque.

I suoi membri non rappresentano una milizia comune: sono lo strumento attraverso cui l'autorità del Synodus assume forma, presenza e conseguenza.

SS — ATTO II · IL MONITO

Prestigio, terrore e memoria

Tra le ragioni per cui il Clan gode di rispetto presso gli altri Antichi della Razza e incute cautela nei propri oppositori vi è, senza dubbio, l'esistenza stessa della Congerie dell'Ordàlia.

I Signori della Scacchiera Mondiale hanno sempre utilizzato l'uccisione individuale come linguaggio politico. Le esecuzioni pubbliche, celebrate dinanzi ai cittadini, trasformano la pena in spettacolo e imprimono nella memoria collettiva la certezza che il potere dei Venerabili non sia soltanto nominale.

Ogni condanna diviene così un monito: non parla unicamente al reo, ma a chiunque possa essere tentato di seguirne l'esempio.

SS — ATTO III · LA SETTA

Fedeltà senza esitazione

La Congerie si presta pienamente a essere definita una setta, con tutte le accezioni che il termine comporta. I suoi adepti vengono plasmati attraverso tecniche di persuasione e prove dure, tanto sul piano fisico quanto su quello psicologico.

Nel corso delle Ere, i Reggenti hanno consolidato la loro devozione mediante la promessa di un rango superiore, la venerazione della guida spirituale, favori, debiti e pagherò di ogni natura. Non di rado a questi strumenti si sono aggiunti i Legami di Sangue.

Il risultato è un corpo di fedelissimi integralisti: conoscitori rigorosi delle Tradizioni ed esecutori privi di scrupolo delle richieste dei Venerabili.

SS — ATTO IV · LA GERARCHIA

Dalla lama all'Occhio dei Cinque

Gli adepti vengono inquadrati nei gradi di Giustiziere, Campione e Inquisitore secondo istruzione, affidabilità e abnegazione alle Consuetudini e, soprattutto, ai Prìncipi in carica.

L'avanzamento non dipende dalla sola capacità di combattere. Ogni membro deve affrontare un percorso intensivo di indottrinamento, disciplina e addestramento fisico, dimostrando di conoscere le Tradizioni e di anteporre la volontà del Gòlgota a interessi, legami e ambizioni personali.

La gerarchia misura quindi non soltanto la forza, ma il grado di fiducia che i Cinque sono disposti a riporre in ciascuna delle proprie lame.

SS — ATTO V · L'INQUISITORE

Arcangelo del Giudizio

L'Inquisitore dell'Ordàlia è il referente della Congerie presso il Gòlgota, dal quale può essere convocato in veste di Consigliere, con diritto di introdurre argomenti nell'ordine del giorno. Indaga sui casi di empietà e sulle infrazioni delle Consuetudini, sorvegliando quanti tramino contro i vertici del Clan o possano risultare pericolosi per i Venerabili.

Vero Occhio dei Cinque sul Mondo di Tenebra, durante i processi formula le accuse, convoca testimoni e presenta le prove raccolte contro l'imputato.

Il Concilio dei Venerabili può inoltre affidargli un ruolo militare attivo e il comando sul campo dell'intera Congerie.

I cittadini lo chiamano Arcangelo del Giudizio.

SS — ATTO VI · LE LAME

Campione e Giustiziere

Campione dell'Ordàlia

Lama scelta e braccio destro dell'Inquisitore, assolve i compiti ordinari dei Giustizieri e rappresenta i Venerabili nel Duello d'Onore contro il reo che intenda dimostrare la propria innocenza. Può guidare una compagine di Giustizieri in missione o durante una Caccia di Sangue. Tra i Campioni, i Cinque scelgono le proprie guardie del corpo. I cittadini li chiamano Anatema del Sangue.

Giustiziere dell'Ordàlia

È l'esecutore materiale degli ordini trasmessi dai Prìncipi all'Inquisitore. Opera in missione, apprende il proprio ruolo dai Campioni e viene impiegato nell'assassinio, nella scorta dei Venerabili o nella protezione di terzi posti sotto la tutela del Concilio dei Cinque. I cittadini lo chiamano Angelo Nero.

SS — ATTO I · LA CROCE D'ABISSO

Priorato della Croce d'Abisso

La discrezione, la conoscenza dei propri limiti e la capacità di calibrare ogni mossa con assoluta precisione accomunano la figura del diplomatico a quella della spia. Su questa duplice natura si fonda il Priorato della Croce d'Abisso.

Dinanzi al Mondo, il Priorato conduce l'opera di mediazione e di cesello necessaria alla stipula dei trattati più delicati e importanti. Dietro tale volto pubblico ne custodisce tuttavia un secondo, più sottile e impenetrabile, consacrato alla raccolta d'informazioni, al camuffamento e al sotterfugio.

Nulla di ciò che viene compiuto nel suo seno può essere rivelato a terzi che non siano i Cinque Prìncipi. La segretezza non è una cautela accessoria, ma la prima legge dell'Ordine.

SS — ATTO II · LA RETE

I Domini

Sapienti spie, esperti nel camuffamento e nel sotterfugio, i Domini vengono dislocati nelle diverse terre secondo una tattica precisa. Il Gran Priore propone le nomine e, insieme ai Cinque, definisce la strategia entro la quale ciascuno di essi dovrà operare.

Essi sono gli alfieri di questo disegno: risiedono stabilmente nel territorio loro assegnato e vi intessono relazioni lecite o clandestine con le forze presenti, trasformando conoscenze, influenze e accordi in beneficio per il Synodus Sanguinis.

Il loro compito non è soltanto accrescere il peso del Sinodo, ma proteggerlo dai suoi nemici, prevedendone le mosse e agendo prima che la minaccia possa mostrarsi apertamente.

SS — ATTO III · IL SEGRETO

Un titolo che non esiste

Un Domino può avvalersi del proprio titolo soltanto al cospetto dei Cinque. In ogni altra occasione deve occultare con perizia il proprio lignaggio, la propria posizione e la natura reale del servizio prestato.

Per la delicatezza dell'incarico, la carica di Domino è incompatibile con qualsiasi altra funzione interna al Clan, fatta eccezione per quella propria della linea di sangue.

L'identità e persino l'esistenza dei Domini sono note unicamente ai Cinque Venerabili e al Gran Priore. Agli occhi del resto del Clan e del Mondo, essi non sono che redattori di trattati: una copertura abbastanza sobria da non destare sospetti e abbastanza autorevole da aprire ogni porta necessaria.

SS — ATTO IV · LA GERARCHIA

Gran Priore e Domino

Gran Priore della Croce d'Abisso

Dirige l'opera diplomatica del Priorato e ne governa la rete occulta. Può essere convocato dal Gòlgota quale Consigliere, con diritto di introdurre argomenti nell'ordine del giorno. Propone ai Cinque le nomine dei Domini e concerta con loro la strategia da adottare nelle diverse terre. In casi di estrema necessità può assumere egli stesso il ruolo di Domino, soltanto con il consenso dei Cinque e per periodi molto brevi, poiché la sua esposizione nelle trattative pubbliche rende rischiosa ogni permanenza sul campo.

Domino

È l'agente territoriale del Priorato: diplomatico agli occhi del Mondo, spia al servizio dei Cinque. Si insedia nell'area assegnata, costruisce relazioni, raccoglie informazioni, tutela gli interessi del Synodus Sanguinis e cela la propria vera funzione dietro l'apparenza di un semplice redattore di trattati.

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Anno XXIX, Mese 4°, Giorno 4°